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“Ogni inquadratura, ogni movimento di macchina, ogni immagine, ogni spostamento d’attore, ogni gesto ha qualcosa di decisivo e di inimitabile”. François Truffaut (a proposito di Fritz Lang)
La storia è il luogo in cui si giocano le sorti dell’umanità. Una scacchiera su cui, come nel film di Ingmar Bergman Il settimo sigillo, ci si scontra con l’anticristo, che via via assume per Benjamin maschere diverse. Ogni incontro con il nemico suscita in chi è vigile un contraccolpo che lo scuote dal torpore del sempre-uguale, per immetterlo in uno specifico tempo-ora, nel quale si decide del carattere reazionario o rivoluzionario (anche nel senso della salvezza teologica) del nostro presente-futuro. Come fosse un’istantanea fotografica che sospende la dialettica storica, spezzando il circolo vizioso dell’acedia e della rassegnazione. Questo tempo iconico, per essere compreso, necessità di un’“utilizzazione artistica” che, come avviene esemplarmente nel cinema, sconfina nella penetrazione politica degli eventi. Il suo dispositivo è il sollevare l’eccezione autentica, il solo in grado di scardinare ogni regola e legge per acquisire un nuovo punto di partenza, atto a sconfiggere il nemico di turno. Quest’ultimo, affrontato in qualsiasi altro modo, non smetterà mai di vincere e a nulla servirebbe rimandare la partita con la morte.
Gianluca Cuozzo è professore ordinario di Filosofia teoretica. È Presidente della Società Cusaniana, del Centro Studi Interdisciplinari sul Pensiero e l’Arte del Rinascimento, della Fondazione Centro Studi Augusto Del Noce, nonché membro della Renaissance Society of America e componente del Comitato scientifico della Cusanus-Gesellschaft. Tra le sue più recenti monografie si ricordano: Etica dei resti (2020), Dialettiche del Rinascimento (con T. Leinkauf, 2021) e Cusano, l’arte e il moderno (2021).
Informazioni aggiuntive
Anno di pubblicazione | 2023 |
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Codice ISBN | 9788878019652 |
N° pagine | 120 |