Tempo progressivo, uomo come soggetto, rapporto lineare causa effetto. Sono concetti e parole che nemmeno esistono nella lingua cinese. Una lingua e una cultura che parlano piuttosto di tempo come ciclo, di fatto come processo, di uomo come microcosmo di forze.
Il libro concerne quanto gli occidentali chiamano “fonti”, e i musulmani, invece, “principi”; cioè il procedimento con cui il giurista ricostruisce le disposizioni di una legge universale, presa come volontà divina.
In dialogo con Maurizio Ferraris, l’autore prende posizione sul cosiddetto Nuovo Realismo, ripensandolo in forma di progetto. A partire dal dibattito mediatico creatosi attorno a questa nuova corrente di pensiero, Luca Taddio spiega la genesi della sua presa di posizione teorica attraverso un breve spaccato autobiografico che inizia in via del Lazzaretto Vecchio a Trieste, nei primi anni Novanta, tra il dipartimento di filosofia e quello di psicologia.