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Nei luoghi oscuri della magia

Nei luoghi oscuri della magia

Zoroastro, l’occulto e altre anomalie

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“La dimensione sacrificale è il nucleo magico attorno al quale si configurano le religioni. Esperienza fondamentale del sacro è l’uccisione di vittime. L’homo religiosus agisce e diventa conscio di sè in quanto homo necans. Compiere un atto sacrificale è un ‘agire’ su di un piano invisibile, intersecare una realtà ‘altra’. In questa prospettiva vanno inseriti i sacrifici di fondazione: una casa, un ponte, un argine, dureranno solo se sotto giace una vita soppressa.”

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COD: 9788878018549 Categoria:
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C’è un sottile filo occulto che lega le pratiche magiche antiche, medievali e rinascimentali al terrorismo dei cosiddetti “Anni di piombo”. Una visione del tutto fatta di corrispondenze speculari, partendo dal mitico Zoroastro, attraversando le diaboliche magie di Cecco d’Ascoli (1269-1327), sino a giungere alla tragedia del rapimento Moro. La specificità della magia è da ricercarsi nella strana mistione di elementi cosmologici ed “esistenziali”, astrologici e “necromantici”. Da un punto di vista etimologico, la “necromanzia” era la divinazione praticata attraverso gli spiriti dei morti, un vocabolo che si può leggere in parallelo a “negromanzia”, più consueto in ambito medievale per indicare quella magia in cui si faceva ricorso all’ausilio dei demoni. Cecco d’Ascoli spiegava che “il medico senza le stelle e il negromante senza le ossa dei morti, erano come un’immagine non vivificata dagli spiriti”. Un’immagine che richiama alla mente gli scenari dell’antica Tessaglia, dove si narra vivessero gli antichi necromanti; degli stregoni chiamati “evocatori di anime” (psychagogoi) i quali con un certo tipo di purificazioni e incantesimi rendevano visibili oppure allontanavano spettri e fantasmi. I morti perseguitano i vivi. Li rimordono – di un morso segreto, letale e ripetuto. Ogni ordine autonomo si costituisce in virtù di ciò che elimina, producendo un residuo condannato all’oblio. C’è un potere di intervenire nella realtà e il mago se ne fa portavoce: custodisce conoscenze astronomico-astrologiche, costruisce talismani e sa come applicarli terapeuticamente; sovrintende a un complesso di immagini, simboli, fantasie e “spiriti” d’ogni genere ai quali impone la sua volontà.

Ezio Albrile, storico e antropologo delle religioni, si è occupato in particolare dei rapporti interattivi fra cultura ellenistica e religioni dell’Iran antico. Gran parte del suo lavoro è dedicato allo studio delle interazioni tra mondo orientale e fenomeni “misterici” come lo gnosticismo e l’ermetismo. Ha curato e tradotto diverse opere tra cui il De radiis, di al-Kindī (1994) e il Commentario al libro di Zosimo di Olimpiodoro (2007). Tra gli ultimi saggi pubblicati sono da menzionare L’illusione infinita. Vie gnostiche di salvezza (2017), Un Karma Occidentale? (2017), Il labirinto di Ermete. Dilemmi gnostici sulla libertà e la salvezza (2018), Almandal (in collaborazione con E. Tortelli, 2018), Iperborea (2018), Misteri pagani, mistero cristiano (2019), Sogni d’immortalità (2019), Il cardinale mago (2020), Angeli e diavoli. Le origini di un mito (2020).

Informazioni aggiuntive

Codice ISBN

9788878018549

N° pagine

164

Anno di pubblicazione

2022