Ironica e genuina, l’autrice racconta le avventure culinario-amorose di una donna che riesce a conseguire soddisfazioni solo in apparenza modeste, in realtà vitali, quelle filtrate attraverso la sua abilità culinaria.
In equilibrio sul filo tagliente dell’ironia, si racconta la storia di una donna che non riesce a svegliarsi e a esistere per sè, invecchiata da un modello amoroso che non ha più alcuna relazione con il suo oggetto nella realtà.
Delizioso, leggero e auto-ironico resoconto del viaggio di Sarah Bernhardt nel 1878 sul pallone aerostatico durante l’esposizione universale di Parigi.