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“Ci ha narrato Abu-’l-Faragˇ al-Warit-a-nı- che ha detto che gli era stato riferito da Muh.ammad ibn Ha-ru-n al-T-aqafı-, che ha detto che gli era stato riferito da Muh.ammad ibn Masru-q, al quale era stato riferito da ‘Alı- ibn Muwaffiq, al quale era stato riferito che ‘Abd Alla-h ibn Faragˇ al-‘A-bid aveva detto: ‘Vidi Ibra-hı-m ibn Adham a Damasco mentre dormiva in un giardino. Accanto alla sua testa c’era un serpente con in bocca un mazzetto di narcisi con cui scacciava le mosche. Finché non se ne accorse’.”
Figura eminente del misticismo islamico, Sulamī è tra i più importanti autori della tradizione sufi. Scrittore instancabile, autore di oltre cento opere, Sulamī ha lasciato una traccia profonda nella storia spirituale dell’Islam, grazie ai suoi trattati sulla disciplina interiore, le biografie dei santi sufi e i commentari coranici. In questo volume, pubblicato per la prima volta in italiano, vengono raccolti gli aforismi e le massime dei grandi maestri del sufismo: da Junayd a Bistami, da Tustari a Nuri. Ogni sentenza, tramandata con la rigorosa catena dei trasmettitori, restituisce il ritmo vivente della tradizione orale e il dialogo continuo tra maestro e discepolo.
Queste brevi perle di saggezza toccano i temi centrali del cammino mistico: la conoscenza di Dio, la purificazione dell’anima, il distacco, l’amore divino. Alcune includono versi poetici, altre si presentano come frammenti di meditazione, ma tutte rivelano una profondità spirituale che attraversa i secoli. Tradotto dal testo arabo curato da Bilal ‘Urfali e Gerhard Bowering (Rasa’il al-Sufiyya li-Ibn ‘Abd al-Rahmān al-Sulamī, 2009), il presente volume offre l’accesso diretto a una delle fonti più autentiche della spiritualità islamica, in un’edizione filologicamente accurata e storicamente preziosa.
Sulamī nacque nel 937 e visse a lungo con il nonno materno Ismail ibn Nugayd al-Sulamī, eminente sayh della malamatiyya e discepolo di Abu ‘Utman al-Hiri. Crebbe nell’ambito di una solida tradizione di sapere dotto, in particolare dello hadit, per poi iniziare a viaggiare secondo una consuetudine diffusa all’epoca al fine di raccogliere le tradizioni del Profeta e le massime dei maestri sufi. Fu un importante agiografo e scrisse un celebre commento al Corano. A Nishapur eresse un ospizio, dimora e luogo di studio per i suoi allievi che attinsero alla ricca biblioteca, lì morì il 12 novembre 1021 e la sua tomba divenne rapidamente un luogo visitato per la sua baraka.
Informazioni aggiuntive
| Anno di pubblicazione | 2026 |
|---|---|
| Codice ISBN | 9791256221257 |
| N° pagine | 194 |




