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“Non è possibile accettare l’idea che il mondo non sia altro che una barzelletta stupida, raccontata da un essere potente che vuole soltanto divertirsi. Sarebbe in contraddizione con il susseguirsi del giorno e della notte, con i sorrisi dei vecchi prima di morire, le corse dei bambini dietro a una piccola ruota. Non possiamo essere castelli di sabbia e nulla più, dune di scherzi destinate a scomparire quando il sorriso abbandona le labbra.”
L’ultimo ricordo, considerato il testamento intellettuale di Sa‘dallah Wannus, è un’opera radicale e atipica nel panorama della letteratura araba contemporanea. Libro di confine, intreccia autobiografia, racconto, riflessione filosofica e scrittura teatrale in una struttura frammentaria e aperta, che attraversa tempo, memoria e coscienza. Nella prima parte l’autore rievoca l’ultimo soggiorno a Parigi, segnato dalla diagnosi di una malattia grave, con una scrittura diaristica lucida e priva di compiacimenti emotivi, attenta ai silenzi e alle scelte di chi decide di continuare a lavorare fino alla fine. Il testo procede poi in forma più sperimentale, mescolando alla cronaca della sofferenza fisica materiali eterogenei e visionari, che restituiscono gli stati di coscienza alterati prodotti dalla malattia. Ne emerge un’esperienza di lettura instabile, sospesa tra realismo crudo e immaginazione. La sezione finale, in forma teatrale, intreccia memoria e profezia, amore e morte, chiudendo il percorso con rigore e una sottile ironia amara. Completa il volume Lo stupro, testo scritto dopo la prima intifada, che offre una lettura lucida e non ideologica della questione palestinese e introduce il lettore italiano a una delle voci più libere e incisive del teatro arabo contemporaneo.
Sa‘dallah Wannus (1941-1997), siriano di nascita, è stato il maggiore drammaturgo del mondo arabo. Nelle sue opere ha considerato il teatro una cassa di risonanza per qualsiasi forma di dibattito e di protesta e la scrittura teatrale un atto politico.
Informazioni aggiuntive
| Anno di pubblicazione | 2026 |
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| N° pagine | 236 |




